PINQuA Tor Bella Monaca
Roma - Italia
- Residenziale
Luogo
- Roma
Anno
- 2023 – in corso
Committente
- Comune di Roma
Attività
- Progettazione definitiva ed esecutiva
Importo lavori
- 35 M euro
Superficie
-
- Locali convertiti in servizi: 770 m2
- Ristrutturazione appartamenti: 3.200 m2
- Efficientamento energetico: 28.500 m2
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- Torre residenziale: 2.800 m2
- Palestra: 410 m2
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- Ristrutturazione locali della Comunità di S. Egidio: 750 m2
- Riqualificazione delle sistemazioni esterne: 16.500 m2
L’intervento di rigenerazione urbana e edilizia, finanziato con fondi del PNRR e inserito nel Piano Innovativo per la Qualità dell’Abitare (PINQuA), interessa l’edificio centrale del comparto R5 di via dell’Archeologia a Roma, parte di un sistema composto complessivamente da tre grandi edifici a corte.
Realizzato su progetto dell’architetto Pietro Barucci agli inizi degli anni Ottanta all’interno del Piano di Zona di Tor Bella Monaca, l’edificio appartiene all’ampio programma di edilizia residenziale pubblica promosso in quegli anni per rispondere all’elevata domanda abitativa. Esso condivide numerosi tratti distintivi con altri interventi coevi – tra cui il Nuovo Corviale di Mario Fiorentino e il quartiere Laurentino dello stesso Barucci – quali la scala unitaria e “monumentale” dell’impianto, l’uso estensivo di sistemi prefabbricati in calcestruzzo e la standardizzazione dei moduli e delle tipologie abitative. Al pari di molte realizzazioni analoghe, il complesso ha progressivamente conosciuto un processo di isolamento e degrado, fino a divenire, negli ultimi decenni, un contesto vulnerabile, segnato da fenomeni di marginalità sociale e da pratiche di illegalità.
Il progetto di rigenerazione, in coerenza con gli obiettivi strategici del programma PINQuA, non si limita a intervenire su un degrado che potremmo definire “tecnologico” – risolvibile mediante operazioni di recupero edilizio ed efficientamento energetico – ma ambisce a incidere in modo duraturo sulla qualità della vita degli abitanti, attraverso la riorganizzazione dei percorsi, dello spazio pubblico, degli alloggi e del grande ambito destinato a verde.
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L’intervento si articola in quattro macro-ambiti operativi: la rigenerazione dell’esistente, l’efficientamento energetico, le nuove costruzioni e la riqualificazione della corte interna. Per quanto riguarda la rigenerazione dell’esistente, elemento cardine del progetto è la diversificazione delle funzioni originarie del complesso: gli appartamenti al piano terra, affacciati su via dell’Archeologia, sono riconvertiti in spazi per servizi e sedi associative, introducendo una componente non residenziale in un edificio concepito in origine per la sola funzione abitativa e inserendo attività in grado di contribuire alla rivitalizzazione dell’intero comparto. Non tutti i moduli abitativi del piano terra, tuttavia, sono oggetto di riconversione: parte di essi è trasformata in “vuoti”, conferendo al basamento un grado di porosità che lo trasforma in una “membrana permeabile” capace di mettere in relazione la corte interna – animata da nuove funzioni – con la strada e il quartiere, secondo una continuità fisica, visiva e relazionale. Il piano primo dell’edificio esistente mantiene la destinazione residenziale, pur prevedendo una rimodulazione delle tipologie abitative, finalizzata a rispondere alle mutate esigenze rispetto al contesto degli anni Ottanta.
I livelli superiori dell’edificio esistente sono interessati da un intervento di efficientamento energetico che prevede la sostituzione integrale degli infissi e la realizzazione di un nuovo sistema di coibentazione esterna a cappotto. Tale operazione rappresenta l’occasione per un ripensamento complessivo del dispositivo architettonico delle facciate: alla rigida e quasi ossessiva ripetizione del modulo originario si sostituisce una composizione articolata in fasce verticali di diversa dimensione, cromia e profondità, che permette di interrompere la monotonia del prospetto e di conferire all’edificio un’inedita riconoscibilità all’interno del comparto R5.
La corte interna, definita su tre lati dall’edificio esistente e aperta verso il paesaggio dell’Agro Romano a est, accoglie due nuove costruzioni: una torre residenziale di dieci piani fuori terra, destinata a ospitare trentadue nuove unità abitative, e un volume di altezza inferiore, collocato alla base della torre e destinato a palestra. Entrambi gli edifici, progettati secondo i più avanzati standard di sostenibilità e prestazione energetica, riprendono le cromie e il linguaggio materico delle facciate dell’edificio di Barucci riqualificato, garantendo coerenza compositiva e continuità all’intero intervento.
All’interno della corte sono inoltre presenti due edifici destinati alla Comunità di Sant’Egidio, per i quali è prevista un’operazione di manutenzione straordinaria finalizzata a valorizzare le attività ospitate, considerate elemento determinante per il successo complessivo del processo di rigenerazione. Il progetto prevede, infine, la riqualificazione degli spazi aperti, intervento che mira non solo a incrementare la permeabilità del suolo e a contribuire alla mitigazione dell’isola di calore urbana, ma anche a ridefinire la gerarchia dei percorsi carrabili e pedonali, mettendo in relazione gli edifici esistenti, le nuove costruzioni e gli spazi pubblici, in un sistema unitario e riconoscibile.





